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Trend e Mercati

  • 'Nduja: crescita del mercato, nuovi momenti di consumo e opportunità per il B2B

    La 'nduja, specialità calabrese dalla forte identità territoriale, sta assumendo un ruolo sempre più interessante tra i prodotti italianiad alto valore gastronomico. Nata come salume spalmabile piccante legato alla tradizione rurale della Calabria, oggi viene utilizzata in modo crescente nella ristorazione, nelle preparazioni gourmet e nei canali retail dedicati ai prodotti tipici e premium.

  • Troppe promesse salutistiche confondono il consumatore: verso una nuova comunicazione del benessere nel settore alimentare

    I consumatori cercano alimenti e bevande capaci di aiutarli a sentirsi meglio, mantenersi in forma, avere più energia, sostenere la digestione e prendersi cura del proprio benessere nel tempo. Allo stesso tempo, molti messaggi salutistici iniziano a somigliarsi o affollarsi sullo stesso prodotto, con un effetto controproducente. Proteine, fibre, salute intestinale, energia, immunità, focus, riduzione degli zuccheri e healthy ageing sono diventati argomenti sempre più frequenti sulle confezioni, oltre che sui social media, siti web, pubblicazioni di settore e materiali commerciali.

  • Linee di produzione flessibili: packaging, formati variabili e nuove esigenze del food retail

    Nel settore alimentare, la flessibilità produttiva sta diventando una leva sempre più collegata al packaging. I distributori e i retailer chiedono assortimenti più articolati, versioni dedicate, formati diversi, confezioni per canali specifici e tempi di risposta più rapidi. Per i produttori alimentari, questo significa ripensare le linee con una logica diversa e più adatta a gestire varianti senza perdere efficienza.

  • Comunicazione e promozione dei consorzi alimentari: quali sono i problemi più comuni

    Per consorzi, associazioni di imprese alimentari e organismi impegnati nella tutela di marchi collettivi, DOP e IGP, comunicare in modo efficace è oggi una sfida sempre più importante. La qualità del prodotto, il valore del territorio, il lavoro delle aziende associate e l'impegno nella tutela delle denominazioni rappresentano elementi di grande interesse, ma non sempre riescono a trasformarsi in contenuti capaci di attirare l'attenzione di buyer, distributori, importatori, operatori retail e ristorazione.

  • Dallo sport alla vita quotidiana: cresce l'interesse per le bevande e i prodotti con elettroliti

    Gli elettroliti stanno uscendo dalla nicchia dello sport e del fitness per entrare in una nuova fase di consumo quotidiano. Il segnale arriva dal retail britannico, dove Tesco ha registrato, nell'ultimo anno, una crescita del 175% dei volumi di vendita per i prodotti dedicati a idratazione ed elettroliti. Un dato che conferma come questa categoria stia diventando sempre più rilevante non solo per i brand specializzati, ma anche per produttori beverage, aziende di ingredienti funzionali e distributori internazionali.

  • Brand storici italiani: la tradizione diventa leva di crescita. Casi di successo e perché funzionano

    Nel food & beverage, la longevità di un marchio non è più sufficiente, da sola, a generare valore. Come vedremo con diversi esempi, per produttori, distributori, importatori e buyer internazionali, la storia aziendale diventa realmente interessante quando si traduce in elementi concreti: continuità, qualità riconoscibile, capacità di innovare, solidità distributiva, investimenti produttivi, adattamento ai nuovi consumi e supporto commerciale ai mercati.

  • Gestione delle scorte e previsione della domanda con l'IA: prospettive per il settore food & beverage

    Nel settore food & beverage, la gestione delle scorte è sempre stata condizionata da un equilibrio complesso tra disponibilità del prodotto, costi logistici, rotazione, sprechi, continuità di servizio e previsione della domanda. Questo equilibrio diventa ancora più delicato nelle categorie fresche, refrigerate, surgelate, bevande e prodotti con shelf life sensibile, dove una previsione imprecisa può generare stockout, eccedenze, deperimento o costi operativi più elevati.

  • Pasta italiana, export vicino ai 4 miliardi: mercati, dati e opportunità per produttori e buyer internazionali

    La pasta italiana continua a confermarsi una delle categorie più rappresentative del Made in Italy alimentare sui mercati internazionali. Secondo l'elaborazione di Unione Italiana Food su dati Istat, nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 2.456.940 tonnellate, con una crescita del +2,1% rispetto al 2024, per un valore complessivo di 3.969 milioni di euro.

  • Ready-to-eat e food-to-go: perché retail e foodservice si avvicinano sempre di più

    Il mercato alimentare sta attraversando una trasformazione che riguarda il modo in cui i consumatori organizzano i pasti durante la giornata. La crescita del food-to-go e dei prodotti ready-to-eat dipende dalla ricerca di comodità, da abitudini più frammentate, ritmi quotidiani meno regolari e una maggiore disponibilità a sostituire il pasto preparato in casa con soluzioni pronte, accessibili e percepite come affidabili.

  • Bevande funzionali, no-low alcohol e nuovi momenti di consumo

    Il mercato delle bevande sta attraversando una fase di forte trasformazione, grazie alla crescita delle proposte no-low alcohol e delle bevande funzionali, con un ampliamento delle occasioni di consumo. Le nuove proposte - come confermano i lanci di prodotto più recenti - rispondono a bisogni specifici: socialità senza eccessi, idratazione, energia, relax, concentrazione, digestione, benessere quotidiano.

  • Private label al 50% nei principali mercati europei: implicazioni per le aziende alimentari

    Il marchio del distributore continua a rafforzarsi in Europa e raggiunge una soglia che fino a pochi anni non era facilmente prevedibile: nei sei principali mercati europei del largo consumo confezionato - Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito - le private label arrivano al 50% delle vendite a volume. Un dato che conferma un cambio di scenario ormai evidente sugli scaffali e nelle strategie della distribuzione.

  • Il delivery rappresenta il 22% della spesa nella ristorazione: come cambiano le opportunità per i fornitori

    Il delivery ha rappresentato il 22% della spesa globalenel settore della ristorazione nel 2025, e continua ad aumentare.In particolare, la formula della consegna a domicilio continua a guadagnare peso nel mercato globale del foodservice, dopo essere passato dal9% nel 2019 al 21% nel 2024, con una previsione al 24% entro il 2029. Vediamo qual è la lettura più utile per i fornitori (produttori e distributori) specializzati in prodotti per la ristorazione, le opportunità e le strategie di marketing B2B che emergono alla luce degli ultimi dati.

  • Dallo scaffale all'AI: come cambia la scoperta prodotto nel retail

    Nel retail, la scoperta prodotto passa da diversi punti di contatto. Il punto vendita continua a contare, ma oggi il cliente entra in contatto con un prodotto anche attraverso ricerca online, social media, promozioni digitali, suggerimenti automatici e, sempre più spesso, strumenti di intelligenza artificiale. Per distributori e catene retail questo significa che oltre a presidiare bene lo scaffale, bisogna rendere il prodotto visibile, comprensibile e convincente lungo un percorso di scoperta molto più ampio.

  • Condimenti e salse a base di tartufo nero italiano: analisi e dati sulle opportunità globali per distributori, importatori e produttori

    Le salse e i condimenti a base di tartufo nero italiano stanno guadagnando uno spazio sempre più interessante nel mercato internazionale dei prodotti gourmet. Secondo una recente analisi di Growth Market Reports, il mercato globale ha raggiunto un valore di 1,14 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbe arrivare a 2,15 miliardi di dollari entro il 2033, con un tasso medio annuo di crescita del 7,3%. Al di là del dato numerico, il segnale più rilevante per la filiera è un altro: un prodotto un tempo associato quasi esclusivamente alla ristorazione di alto livello oggi entra con più facilità nel retail premium, nell'e-commerce, nel food service e nelle preparazioni industriali ad alto valore aggiunto.

  • Protein economy: il claim high-protein punta sulle categorie di largo consumo, ma cresce il rischio saturazione

    Nel 2026 il proteico si conferma un driver commerciale sempre più visibile nel settore retail, perché risponde a bisogni ormai molto più ampi della sola performance sportiva: sazietà, praticità, benessere percepito, gestione della fame e consumo on-the-go. Il segnale è chiaro anche nella spesa quotidiana, dove ormai molte categorie di largo consumo vengono declinate in versione high-protein. Tuttavia il mercato si muove rapidamente, e anche in questo comparto occorre diversificare l'offerta per emergere fra un numero di proposte ormai elevato.

  • Boom del gelato italiano nel mondo: prodotti finiti, ingredienti e attrezzature

    Per chi distribuisce prodotti italiani all'estero, il gelato resta una categoria da osservare con grande attenzione. Nei primi otto mesi del 2025 l'export italiano di gelati ha raggiunto 372,2 milioni di euro, contro i 313,2 milioni dello stesso periodo del 2024 (+18,8%). In alcune aree la crescita è vertiginosa, con un +72% in Asia e +93,2% in Medio Oriente. Oltre ai prodotti finiti, l'Italia esporta ingredienti, semilavorati e attrezzature, grazie ad un know-how consolidato, reputazione e fiducia degli operatori internazionali.

  • Pastiera Napoletana e Colomba: i dolci di Pasqua più cercati diventano un'opportunità per i distributori

    Prodotti come la Colomba e la Pastiera Napoletana sono ormai affermati anche nei mercati internazionali. Per i produttori e distributori, questi dolci pasquali offrono opportunità di business interessanti, sia in Italia che all'estero, grazie alla loro capacità di combinare storia, artigianalità e innovazione. I dolci pasquali italiani godono di una reputazione crescente sia nel settore retail che nella ristorazione, con diverse proposte, alcune delle quali vanno verso la tradizione, mentre altre vanno verso l'innovazione, per incontrare i gusti e le preferenze di diversi mercati, canali distributivi ed esigenze dei consumatori.

  • Tra plant-based e carne: i nuovi equilibri che influenzano industria alimentare e ristorazione

    Dopo gli anni di forte espansione delle proposte vegetariane e vegane, diversi operatori della ristorazione stanno riducendo le referenze meno performanti e riportando al centro i piatti di carne, in particolare per il loro alto contenuto proteico. Le proposte plant-based continuano a crescere, ma sulla base di scelte più informate e consapevoli da parte dei consumatori.

  • Mixology e ready-to-drink: ingredienti premium e trend salutistici che influenzano anche il retail

    Nel 2026 il mondo delle bevande e dei cocktail è influenzato da nuove mode di consumo e sta diventando un osservatorio utile per tutto il settore alimentare. Tra i segnali più interessanti che stanno emergendo, troviamo l'uso di fermentazioni, ingredienti tipici dell'alta cucina applicati alla mixology, l'utilizzo di infusi, l'evoluzione dei formati ready-to-drink, il tema "funzionale" e una rilettura più autentica dei locali come luogo di esperienza, cibo e socialità.

  • Finocchiona IGP da record: produzione ai massimi storici e domanda in crescita tra Italia e mercati esteri

    La Finocchiona IGP, salume simbolo della tradizione toscana, nel 2025 supera per la prima volta il milione di pezzi insaccati. Questo record produttivo è un segnale di consolidamento del prodotto sul mercato, sostenuto da un'offerta sempre più orientata a formati pratici e a una presenza commerciale che guarda con crescente attenzione ai mercati esteri.