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La proposta sulla limitazione degli imballaggi in plastica, denominata PPWR e già delineata a Novembre 2022, è attualmente in fase di approvazione finale da parte del Parlamento Europeo. I suoi punti principali comprendono la riduzione degli imballaggi monouso, il riutilizzo e il riciclo delle confezioni. Questa proposta ha recentemente riacceso l'interesse in quanto si avvicina la data della votazione della misura in Commissione Ambiente del Parlamento UE, prevista per il 23-24 ottobre.

Le nuove norme al vaglio, che riguardano più da vicino il settore agroalimentare, hanno come obiettivo quello di introdurre in tutta l'Unione Europea cambiamenti significativi sull'uso degli imballaggi alimentari. Questi includono: la riduzione degli imballaggi monouso, l'armonizzazione delle etichettature, l'introduzione di codici QR che indicano la riutilizzabilità delle confezioni e la creazione di un quadro comune per la raccolta dei rifiuti.

Tuttavia, l'Italia ha manifestato diverse voci di dissenso nei confronti della proposta UE, sollevando alcune preoccupazioni riguardo alla messa al bando degli imballaggi monouso, in quanto ritenuti fondamentali per la protezione, la conservazione e la tracciabilità degli alimenti, nonché per la commercializzazione all'estero. Inoltre, il ministro dell'agricoltura ha sottolineato che la nuova normativa potrebbe danneggiare le attività di marketing delle aziende e la diversificazione dei prodotti alimentari. Nel confermare l'impegno dell'Italia nell'ambito dell'economia circolare e nella gestione della raccolta e del riciclo dei rifiuti (l'Italia ha già raggiunto obiettivi di riciclo del 70% con nove anni di anticipo rispetto agli obiettivi europei), il ministro ha menzionato, come alternativa alla proposta UE, anche le opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che prevede investimenti da 2,1 miliardi di euro per migliorare la raccolta e il riciclo dei rifiuti e per costruire nuovi impianti di raccolta.

Proposta UE: norme e obiettivi

In seguito all'adozione del Piano d'Azione per un'economia circolare da parte della Commissione Europea, il Consiglio dell'Unione Europea nel 2019 aveva già stabilito che entro il 2030 tutti gli imballaggi in plastica immessi sul mercato dell'UE sarebbero dovuti essere riutilizzabili o riciclabili. Successivamente, il 30 novembre 2022, la Commissione ha presentato una proposta di regolamento che contiene varie disposizioni, tra cui:

  • la riduzione degli imballaggi monouso
  • l'istituzione di sistemi di restituzione con cauzione obbligatoria per le bottiglie di plastica e le lattine di alluminio
  • l'introduzione di un'etichettatura armonizzata sugli imballaggi con informazioni sui materiali di composizione
  • l'aggiunta di un QR Code per indicare la riutilizzabilità degli imballaggi
  • miglioramenti nelle informazioni relative ai contenitori per facilitare il corretto smaltimento dei rifiuti
  • l'istituzione di un quadro comune nell'UE per la raccolta dei rifiuti
  • l'implementazione di tassi minimi di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica

Vuoto a Rendere e Reverse Vending Machine 

La proposta PPWR, oltre ai punti principali già menzionati, introduce disposizioni dettagliate anche per quanto riguarda l'istituzione dei sistemi di restituzione dei depositi (DRS - Deposit Return Systems). I sistemi DRS saranno obbligatori per le bottiglie in plastica monouso con una capacità fino a 3 litri e per i contenitori per bevande monouso in metallo con la stessa capacità. Sono esclusi, invece, i contenitori per latte, vini e bevande alcoliche con specifiche caratteristiche (dette anche "bevande spiritose"). Inoltre, è prevista una deroga per quei Paesi dell'UE che già riciclano il 90% di tali materiali o che presentano un piano per il loro riciclo entro l'inizio del 2027.

Il sistema di restituzione dei depositi (DRS) è stato dimostrato altamente efficiente nei Paesi dell'UE in cui è stato implementato. Ad esempio, la Slovacchia ha raggiunto l'80% di raccolta di plastica in un solo anno grazie a questo sistema. Anche in Italia è stato riconosciuto il valore del sistema DRS, come conferma l'Associazione Comuni Virtuosi che ha lanciato campagne a favore di questa iniziativa, in linea con il Manifesto del Riutilizzo di PLEF (Planet Life Economy Foundation).

Inoltre, secondo uno studio condotto da Assobibe, l'adozione di una Reverse Vending Machine (RVM) ogni 2.073 abitanti (come in Germania), richiederebbe in Italia l'installazione di 25.534 macchine. Considerando che gli Stati Membri versano all'UE 800 euro per ogni tonnellata di rifiuti in plastica non riciclata e che l'Italia nel 2021 ha affrontato una spesa pubblica pari a 744 milioni di euro pe quest motivo, va da sé che l'installazione di 25mila RVM comporta un investimento decisamente minore. In conclusione, secondo il rapporto stilato da Assobibe, il sistema DRS si dimostra vantaggioso non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico.

L'uso delle bioplastiche compostabili

Un altro argomento da trattare, contenuto nella proposta PPWR, riguarda l'uso delle bioplastiche compostabili. Questa normativa prevede che, entro due anni dall'entrata in vigore del regolamento, le etichette adesive su frutta e verdura, le buste molto leggere (solitamente utilizzate per l'ortofrutta), le cialde per caffè e i filtri del tè dovranno essere compostabili, in modo da confluire in impianti di trattamento dei rifiuti organici controllati.