L'Unione Europea semplifica alcune regole applicabili ai programmi finanziati per la promozione dei prodotti agroalimentari. Le novità riguardano soprattutto i tempi per la conclusione dei contratti, l'importo massimo del prefinanziamento e gli obblighi di comunicazione dei risultati.
Le modifiche possono facilitare l'attuazione delle campagne, in particolare per le organizzazioni con una capacità finanziaria più limitata. Non cambiano, però, la natura dello strumento: i contributi sono destinati principalmente a programmi collettivi, presentati da consorzi e organizzazioni rappresentative del settore.
Le tre principali semplificazioni
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1700, adottato dalla Commissione europea il 14 luglio, modifica le modalità di applicazione dei cosiddetti programmi semplici, o simple programmes. Si tratta di campagne cofinanziate dall'Unione europea, presentate da organizzazioni rappresentative dello stesso Stato membro, con l'obiettivo di promuovere prodotti agroalimentari, sistemi di qualità e caratteristiche delle produzioni europee sia nel mercato interno sia nei Paesi terzi.
La prima novità riguarda il termine entro il quale gli Stati membri devono concludere i contratti con le organizzazioni selezionate. Il periodo passa da 90 a 180 giorni dalla notifica della decisione della Commissione. Il tempo aggiuntivo dovrebbe facilitare le verifiche e la selezione degli organismi incaricati di realizzare concretamente le attività promozionali.
Aumenta anche l'anticipo che può essere richiesto all'avvio del progetto. Il prefinanziamento potrà raggiungere il 30% del contributo massimo dell'Unione, offrendo ai beneficiari maggiori risorse per sostenere le prime spese della campagna.
Infine, vengono ridotti alcuni obblighi di comunicazione alla Commissione. Gli Stati membri continueranno a trasmettere annualmente i dati finanziari e i risultati dei controlli, mentre le informazioni sull'impatto complessivo dei programmi semplici saranno comunicate una sola volta, dopo la conclusione delle attività.
Le nuove disposizioni non si applicano ai contratti relativi a programmi semplici conclusi prima del 1° dicembre 2026. L'impatto sarà quindi particolarmente rilevante per i nuovi progetti e per le prossime annualità del programma.
Chi può presentare una domanda
I contributi europei non sono normalmente destinati alle singole imprese alimentari. Possono presentare proposte le organizzazioni professionali o interprofessionali rappresentative di un prodotto o di un settore, i gruppi di produttori attivi nell'ambito delle indicazioni geografiche, le organizzazioni di produttori riconosciute e alcuni organismi del comparto agroalimentare incaricati di attività di interesse generale.
Per essere considerata rappresentativa, un'organizzazione professionale deve generalmente riunire almeno la metà dei produttori del settore interessato oppure rappresentare almeno il 50% del volume o del valore della produzione commercializzabile. In determinate circostanze può essere accettata una percentuale inferiore, purché adeguatamente giustificata.
Gli organismi agroalimentari con una missione di interesse generale devono essere costituiti da almeno due anni e includere tra i propri membri rappresentanti dei prodotti o dei settori interessati dalla campagna.
Una singola azienda può comunque ottenere benefici indiretti partecipando a un consorzio, a un'associazione o a un'organizzazione che presenta il programma. Può inoltre essere coinvolta nelle degustazioni, nelle attività rivolte ai buyer e nelle iniziative realizzate nei mercati di destinazione, nel rispetto delle condizioni previste dal progetto.
Programmi semplici e programmi multipli
I programmi semplici sono presentati da una o più organizzazioni appartenenti allo stesso Stato membro e sono gestiti dalle autorità nazionali competenti. Sono proprio questi programmi a essere direttamente interessati dalle nuove semplificazioni amministrative.
I programmi multipli, o multi programmes, coinvolgono invece almeno due organizzazioni provenienti da due diversi Stati membri oppure una o più organizzazioni rappresentative a livello europeo. La loro gestione è affidata direttamente alla European Research Executive Agency.
La scelta dipende dalla composizione del partenariato e dagli obiettivi della campagna. Un programma nazionale può promuovere una filiera o una denominazione in uno o più mercati, mentre un progetto multiplo può riunire prodotti e organizzazioni di Paesi diversi intorno a un messaggio comune.
Quali campagne possono essere finanziate
I programmi possono essere rivolti al mercato interno oppure a Paesi terzi e comprendere campagne pubblicitarie, attività di pubbliche relazioni, promozioni nei punti vendita, comunicazione digitale e partecipazione a eventi, fiere ed esposizioni. Possono inoltre prevedere incontri con operatori commerciali, importatori e distributori.
Le iniziative devono valorizzare elementi come qualità, sicurezza alimentare, tracciabilità, autenticità, sostenibilità, tradizioni produttive e sistemi europei di qualità. Possono quindi sostenere l'ingresso in nuovi mercati, aumentare la conoscenza di una categoria o rafforzare il riconoscimento di denominazioni come DOP, IGP e STG.
Il programma 2026, 2027 e le prossime opportunità
Per il 2026 la Commissione europea ha previsto complessivamente 205 milioni di euro per la politica di promozione agroalimentare. Di questi, fino a 160 milioni sono destinati ai contributi per programmi semplici e multipli, con un cofinanziamento europeo che può arrivare fino all'80% in funzione della tipologia di progetto e del mercato interessato.
La call 2026 si è chiusa il 23 aprile e ha ricevuto 207 proposte, di cui 183 per programmi semplici e 24 per programmi multipli. La comunicazione dei progetti selezionati è prevista tra settembre e novembre, mentre le nuove campagne potranno iniziare dal gennaio 2027.
Il budget del programma di lavoro 2027 non è stato ancora definito e dovrebbe essere confermato nell'autunno 2026. Consorzi, associazioni e organizzazioni di produttori interessati alle prossime opportunità possono però iniziare a individuare i mercati prioritari, costruire i partenariati e raccogliere i dati necessari a dimostrare la propria rappresentatività.
Una leva collettiva per l'internazionalizzazione
Le nuove regole rendono più semplice la gestione di progetti collettivi capaci di sostenere intere filiere, denominazioni e categorie di prodotto.
Per le imprese, la principale opportunità consiste nel partecipare attivamente alle organizzazioni che rappresentano il settore e contribuire alla definizione di mercati, pubblici e attività. Una campagna ben progettata può creare visibilità, generare contatti con buyer e distributori e preparare il terreno per lo sviluppo commerciale nei mercati internazionali.