Contributi a fondo perduto fino al 35% delle spese sostenute e mutui a tasso zero della durata di 10 anni. Queste sono le misure previste dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 27 ottobre. Nell'attesa del bando contenente i criteri e le modalità di presentazione delle domande, vediamo nel dettaglio a chi verranno destinate le risorse e quali sono le spese ammissibili.

Il provvedimento del MIPAAF sostiene economicamente l'autoimprenditorialità giovanile e femminile in agricoltura, finanziando progetti di investimento volti alla sostenibilità e alla modernizzazione delle imprese per un valore massimo di 1,5 milioni di euro (per approfondire, scarica qui il testo integrale del decreto). I soggetti beneficiari, infatti, potranno accedere a due strumenti finanziari:

  • mutui a tasso zero della durata massima di 10 anni (comprensiva del periodo di preammortamento) e di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile;
  • contributi a fondo perduto che coprono fino al 35% delle spese.

Gli incentivi, dunque, sono rivolti alle seguenti tipologie di imprese:

  • micro e PMI costituite da non più di sei mesi dalla data di presentazione della domanda, che subentrano nella conduzione di un'azienda agricola attiva da almeno 2 anni (le aziende devono essere già subentrate da non più di sei mesi alla data di presentazione della domanda oppure entro tre mesi dalla delibera di ammissione alle agevolazioni tramite un atto di cessione d'azienda);
  • micro e PMI attive da almeno 2 anni che presentano progetti di sviluppo o consolidamento rivolti alla produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Requisiti di accesso e spese finanziabili

Per accedere alle agevolazioni, le suddette imprese devono rispondere ai seguenti requisiti:

  • esercitare esclusivamente l'attività agricola;
  • essere amministrate e condotte da un giovane di età compresa tra i 18 e i 41 anni oppure da una donna in possesso della qualifica di imprenditrice agricola professionale o di coltivatrice diretta;
  • avere sede operativa nel territorio nazionale.

L'assetto societario delle imprese beneficiarie dove rimanere immutato per almeno 10 anni successivi, per non perdere i requisiti richiesti dal decreto e, di conseguenza, le agevolazioni concesse.  

Le imprese possono richiedere gli incentivi previsti dal decreto presentando progetti di investimento (per un valore massimo di 1,5 milioni di euro) volti al conseguimento di almeno uno di questi obiettivi:

  • sviluppo del rendimento e della sostenibilità dell'azienda agricola, mediante la riduzione dei costi o il miglioramento/riconversione della produzione;
  • miglioramento dell'ambiente naturale, delle condizioni di igiene o di benessere degli animali;
  • realizzazione e potenziamento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all'adeguamento e alla modernizzazione dell'agricoltura.

Termini e modalità di invio delle domande di accesso

I giovani imprenditori e le donne imprenditrici che operano nel settore agricolo potranno inviare istanza di partecipazione all'ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), seguendo le modalità e i criteri che verranno resi noti nei prossimi giorni mediante la pubblicazione del bando 2022-2023

All'interno delle domande dovranno essere indicati: il nome e le dimensioni dell'impresa (specificando se amministrate da giovani o donne), la descrizione del progetto, l'elenco delle spese da sostenere e l'importo del finanziamento necessario per la realizzazione del progetto. 

Resta Aggiornato

Inserisci la tua email per seguire gli aggiornamenti

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web per le funzioni essenziali del sito e per migliorare l'esperienza dell'utente.