Con il decreto attuativo, emanato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, sono state rese note le modalità di accesso alla misura Transizione 5.0. In questo articolo, analizzeremo nel dettaglio il contenuto del decreto, indicando quali sono le scadenze, l'entità delle agevolazioni e i beni finanziabili. Forniremo, inoltre, chiarimenti su come dimostrare il raggiungimento del target di risparmio energetico previsto dal Piano Transizione 5.0 (requisito fondamentale e necessario per l'accesso al credito).

AGGIORNAMENTO: È disponibile la versione aggiornata al 24 febbraio 2025 delle FAQ sul Piano Transizione 5.0. Il documento chiarisce aspetti generali del Piano, procedure di accesso alle agevolazioni, beni ammissibili, calcolo del risparmio energetico e del credito d'imposta, cumulabilità degli incentivi e controlli.

Transizione 5.0: imprese beneficiarie e requisiti richiesti

Come si evince dal testo del decreto attuativo, il credito d'imposta sarà rivolto alle imprese che effettuano nuovi investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all'esercizio d'impresa, nell'ambito di progetti di innovazione che comportano una riduzione dei consumi energetici. In pratica, le imprese che investono negli stessi beni agevolati dal Credito 4.0 possono beneficiare del nuovo credito d'imposta, che varia dal 15% al 60% a seconda dell'importo speso e del risparmio energetico ottenuto.

Per accedere all'incentivo, è necessario soddisfare specifici requisiti. I beni acquistati devono assicurare una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per l'intera azienda o del 5% per i singoli processi interessati dall'investimento. A tale scopo, il decreto attuativo fornisce le informazioni necessarie su come dimostrare il risparmio energetico ottenuto, nonché le procedure operative per usufruire dell'incentivo (per approfondire, consulta il testo integrale del decreto attuativo).

Altro requisito da soddisfare è regolamentato dall'art. 7 del Regolamento UE  n. 852/2020 e riguarda il principio di non arrecare danno significativo all'ambiente (DNSH). In sostanza, non sono ammessi i progetti che:

  • sono collegati ai combustibili fossili
  • operano nel sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) con emissioni di gas serra superiori ai parametri di riferimento
  • sono connessi a discariche, inceneritori e impianti di trattamento meccanico-biologico
  • producono alti livelli di rifiuti e sostanze inquinanti

Transizione 5.0 verrà riconosciuto per gli investimenti realizzati nel biennio 2024-2025. La realizzazione dei progetti deve avvenire nel rispetto delle seguenti date: 

  • Inizio dei progetti: dal 1° gennaio 2024
  • Completamento dei progetti: 31 dicembre 2025
  • Comunicazione di completamento: 28 febbraio 2026

Spese ammissibili ed entità delle agevolazioni

Il credito d'imposta copre una vasta gamma di spese finalizzate a migliorare l'efficienza energetica e promuovere la sostenibilità nelle imprese. Le spese previste includono:

  • Nuovi beni materiali e immateriali strumentali all'esercizio d'impresa che apportano un risparmio energetico misurabile e certificato.
  • Autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, con l'eccezione delle biomasse.
  • Spese di formazione, mirate all'acquisizione di competenze nelle tecnologie digitali ed energetiche.

Investimenti ammissibili per la Transizione 5.0

Di seguito, prima di fare degli esempi specifici per il settore agroalimentare, relativi alla produzione, trasformazione e distribuzione di cibi e bevande, vediamo l'elenco generale degli investimenti ammissibili.

Investimenti in Beni Strumentali Materiali e Immateriali

  1. Beni strumentali materiali e immateriali (acquisto o leasing): devono essere tecnologicamente avanzati e interconnessi ai sistemi di fabbrica e devono ridurre i consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3% o dei processi interessati dall'investimento di almeno il 5%. Tra i beni materiali e immateriali ammessi, sono incluse tutte le categorie di beni, secondo Allegato A e Allegato B della Transizione 4.0 (legge 11 dicembre 2016, n. 232).

  2. Software, sistemi, piattaforme o applicazioni per l'efficienza energetica: devono garantire il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell'energia autoprodotta e autoconsumata; devono introdurre meccanismi di efficienza energetica attraverso la raccolta e l'elaborazione dei dati provenienti dalla sensoristica IoT per il monitoraggio dei consumi.

  3. Software per la gestione d'impresa: ammessi se acquistati unitamente ai software, sistemi o piattaforme per l'efficienza energetica.

Impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile

  1. Impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile destinati all'autoconsumo, ad esclusione delle biomasse.

  2. Pannelli fotovoltaici: ammessi solo se inseriti nel registro Enea, devono essere prodotti nella UE e classificati secondo tre livelli di alta efficienza.

Formazione in competenze per la transizione ecologica

  1. Spese per la formazione relativa alle competenze per la transizione ecologica (ammessa entro il 10% dell'investimento totale, con tetto massimo di 300 mila euro).

Nei paragrafi seguenti vedremo nel dettaglio come presentare la domanda e diversi esempi di spese ammissibili, in modo specifico per il settore alimentare e agricolo.

Passiamo, ora, all'entità del credito riconosciuto. Il tetto massimo dei costi ammissibili è stabilito a 50 milioni di euro all'anno per ciascun beneficiario. Le aliquote sono determinate in funzione del risparmio energetico effettivamente ottenuto dall'impresa.

La tabella seguente sintetizza le aliquote del credito di imposta che è possibile richiedere, determinate dall'entità dell'investimento e dal risparmio energetico ottenuto, calcolato sull'intera struttura produttiva oppure sul singolo processo coinvolto:

Quota di Investimento Struttura produttiva:
3% - 6%
Processo interessato dall'investimento:
5% - 10%
Struttura produttiva:
6% - 10%
Processo interessato dall'investimento:
10% - 15%
Struttura produttiva:
  > 10%
Processo interessato dall'investimento:
  > 15%
Fino a 2.5 MLN 50% 55% 60%
Da 2.5 MLN a 10 MLN 50% 55% 60%
Da 10 MLN a 50 MLN 15% 20% 25%

[Tabella: credito di imposta Transizione 5.0]

Il credito d'imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24, avvalendosi dei servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate. È fondamentale ricordare che il credito deve essere interamente utilizzato entro il 31 dicembre 2025. Eventuali importi non utilizzati possono essere ripartiti e compensati nei cinque anni successivi in quote annuali di pari valore.

Transizione 5.0: come presentare le domande

Le imprese devono presentare domanda al Gestore Servizi Energetici (GSE) attraverso una procedura telematica e accedendo al portale Transizione 5.0 (piattaforma di riferimento per il monitoraggio e la gestione delle domande). Le domande sono accettate fino all'esaurimento delle risorse stanziate, che ammontano a 6,3 miliardi di euro. Le imprese possono attivare una sola pratica alla volta e, solo dopo l'approvazione del GSE, possono inviare una nuova domanda e aprire una nuova pratica.

La procedura prevede la presentazione di una comunicazione preventiva, utile a verificare la disponibilità delle risorse e a "prenotare" il credito. La comunicazione preventiva deve contenere non solo le informazioni sul soggetto beneficiario e sul progetto di investimento, ma anche una certificazione ex ante (prima di effettuare l'investimento) sul risparmio energetico previsto.

Una volta ricevuta conferma del Credito prenotato, l'azienda entro 30 giorni deve inviare al GSE la conferma dell'ordine e l'acconto versato al venditore (pari almeno al 20% del costo totale dell'investimento).

Dopo aver completato il progetto, l'azienda deve inviare al GSE la comunicazione finale, che deve includere una serie di certificazioni, tra cui la certificazione ex post che conferma la realizzazione degli investimenti e la loro conformità a quanto previsto ex ante. Queste certificazioni devono essere rilasciate da soggetti abilitati, i cui requisiti sono definiti dal decreto attuativo. Le spese sostenute per le certificazioni, inoltre, sono riconosciute in aumento del credito d'imposta per un importo fino a 10 mila euro

Le imprese che necessitano di assistenza possono fare riferimento alla guida operativa e, qualora occorressero ulteriori chiarimenti o supporto tecnico, possono inoltrare richiesta di assistenza al servizio "Transizione 5.0", disponibile per assistere i richiedenti lungo tutta la procedura.

Moduli e documentazione da presentare

Per completare correttamente la domanda di accesso al credito, è necessario utilizzare la modulistica predisposta dal GSE, pubblicata nella sezione "Documenti" del portale (ultimo aggiornamento in data 28 aprile). La modulistica comprende:

  • la certificazione iniziale (ex ante) - Allegato VIII, che deve essere compilata da tecnici abilitati e dimostrare il risparmio energetico previsto dall'investimento;
  • la certificazione conclusiva (ex post) - Allegato X, che attesta il rispetto degli obiettivi dichiarati una volta completato l'intervento;
  • modello di autocertificazione relativa ai moduli fotovoltaici, da redigere secondo quanto stabilito dal Registro ENEA.

L'utilizzo di questi moduli è indispensabile per ottenere la validazione delle richieste da parte del GSE. La corretta compilazione della documentazione è parte integrante del processo e incide direttamente sulla possibilità di accesso alle agevolazioni.

Agevolazioni per le imprese del settore alimentare e agricolo

È di semplice intuizione che Transizione 5.0 è più facilmente applicabile nel settore industriale, dove è semplice misurare i risparmi energetici derivanti da nuovi macchinari grazie alla natura specifica delle mansioni svolte. Mentre nel settore agricolo la valutazione dei consumi energetici può essere più complessa a causa della variabilità delle operazioni, delle fluttuazioni stagionali e della necessità di calcolare i risparmi a livello aziendale piuttosto che su singoli macchinari, rendendo più complicata la comparazione tra periodi diversi.

In ogni caso, sia per il settore agricolo che per le altre aziende alimentari (incluse la trasformazione, la distribuzione e la logistica), è possibile individuare alcuni investimenti ammissibili, nel rispetto dei criteri dettati dal Progetto Transizione 5.0, che possono ridurre i consumi e, allo stesso tempo, aumentare la competitività delle imprese e l'efficienza operativa.

Esempi di spese ammissibili per aziende alimentari

  • Macchinari per la produzione e trasformazione degli alimenti: acquisto di macchinari avanzati per la produzione, lavorazione e il confezionamento degli alimenti, dotati di tecnologie per ridurre i consumi energetici, incluse macchine e attrezzature agricole; linee di produzione automatizzate che integrano sistemi di monitoraggio e risparmio dell'energia.

  • Robot e sistemi di automazione: robot collaborativi, sistemi multi-robot e automazione industriale.

  • Macchine e sistemi per la logistica: magazzini automatizzati e sistemi di trasporto efficienti.

  • Sistemi di refrigerazione e conservazione: impianti di refrigerazione ad alta efficienza energetica per la conservazione dei prodotti alimentari; sistemi di monitoraggio delle temperature e dell'umidità per garantire la qualità e ridurre gli sprechi.

  • Software per la gestione della produzione e della logistica: software per la gestione della produzione alimentare che ottimizzano i processi e riducono i consumi energetici; piattaforme per la gestione della logistica che migliorano l'efficienza del trasporto e la distribuzione dei prodotti alimentari.

  • Sistemi di monitoraggio e controllo: sistemi di controllo di processo e qualità; sensori avanzati per il monitoraggio delle condizioni operative e dell'efficienza delle macchine.

  • Soluzioni IoT (Internet delle Cose) per il monitoraggio e la gestione remota degli impianti e dei processi produttivi.

  • Software per l'analisi dei dati: strumenti di Big Data Analytics per l'elaborazione e l'analisi dei dati di produzione e gestione aziendale.
  • Impianti di energia rinnovabile: installazione di pannelli fotovoltaici per l'autoproduzione di energia; sistemi di cogenerazione che utilizzano fonti rinnovabili per produrre energia elettrica e termica; sistemi di accumulo energetico per ottimizzare l'uso dell'energia prodotta.

  • Formazione del personale: corsi di formazione sulle nuove tecnologie e sulle pratiche sostenibili; formazione su software e sistemi di gestione per migliorare l'efficienza energetica e ridurre i consumi.

Ulteriori spese ammissibili per aziende agricole

  • Acquisto di trattori e macchinari agricoli avanzati: trattori e altri veicoli agricoli dotati di tecnologie avanzate per la riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni; macchine per la semina, la raccolta e la lavorazione dei prodotti agricoli, incluse quelle equipaggiate con sistemi di precisione e sensoristica IoT per ottimizzare l'uso delle risorse.

  • Sistemi di monitoraggio e automazione: sensori IoT per il monitoraggio delle condizioni ambientali e delle colture, che aiutano a ridurre i consumi energetici; automazione di serre e stalle per migliorare l'efficienza energetica e ridurre i consumi.

  • Software per la gestione delle attività agricole, inclusi i sistemi di pianificazione delle colture e la gestione delle risorse.

Oltre a questi esempi, come abbiamo visto, sono compresi tutti gli investimenti in beni materiali e immateriali che apportano una riduzione dei consumi energetici secondo le condizioni minime del Progetto Transizione 5.0: con un miglioramento dell'efficienza energetica complessiva della struttura produttiva di almeno il 3% o un incremento dell'efficienza energetica specifica per i processi coinvolti nell'investimento di almeno il 5%.

Chiarimenti ed esempi pratici per le agevolazioni del Piano Transizione 5.0

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha pubblicati ulteriori chiarimenti riguardanti i requisiti necessari per accedere alle agevolazioni previste dal Piano Transizione 5.0, con un focus particolare sui criteri di calcolo del risparmio energetico. La circolare emanata dal Mimit specifica che il risparmio energetico deve essere determinato considerando i consumi energetici complessivi della struttura produttiva, che può comprendere una o più unità locali e deve essere in grado di svolgere in autonomia l'intero ciclo produttivo o parte di esso.

Inoltre, il documento pubblicato sul sito del ministero include esempi pratici per facilitare le imprese nella determinazione del credito d'imposta.

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