Dall'11 al 14 maggio 2026 TUTTOFOOD torna a Fiera Milano Rho con un'impostazione sempre più internazionale e un programma pensato per connettere in modo diretto produttori, distributori, buyer e operatori del food service. La prossima edizione, secondo i dati ufficiali diffusi dagli organizzatori, punta a superare la soglia dei 100.000 visitatori professionali e consolida un perimetro fieristico più ampio, con aree tematiche dedicate ai trend e ai segmenti a maggiore crescita.

Il benessere non è più un tema di nicchia nel mercato food & beverage: secondo Circana, i consumatori con un approccio costante alla salute e alla qualità dell'alimentazione valgono circa il 40% delle vendite complessive del comparto. In termini economici, parliamo di 708 miliardi di dollari tra retail e foodservice negli USA: 402 miliardi nel retail (+2% rispetto all'anno precedente) e 306 miliardi nel foodservice (+8%), per una crescita complessiva di circa +5%.

Negli ultimi anni TikTok e altre piattaforme social sono diventate uno dei principali acceleratori di trend alimentari: un contenuto può nascere in un Paese, essere replicato in decine di lingue e trasformarsi in domanda reale nel giro di pochi giorni. Per brand e distributori i trend social sono un fenomeno da monitorare da vicino: possono influenzare vendite, approvvigionamenti, sviluppo prodotto e persino la gestione del rischio.

Nel settore del gelato confezionato la sostenibilità è una leva di mercato che coinvolge tutta la filiera: dalla scelta delle materie prime alle tecnologie di produzione, fino alle decisioni sul packaging. È una trasformazione che interessa direttamente anche chi opera a livello internazionale, perché le richieste di consumatori e retailer nel mercato globale stanno convergendo su alcuni criteri chiave: trasparenza, riduzione dell'impatto ambientale, materiali riciclabili e attenzione alle filiere.

Negli acquisti di largo consumo sta emergendo un fattore sempre più determinante: il tempo. Il recente studio di NielsenIQ descrive un consumatore spesso "a corto di tempo" che valuta la convenienza non solo in base al prezzo, ma anche in base ai minuti risparmiati tra pianificazione, preparazione e gestione del pasto. In questo scenario, la praticità dei prodotti alimentari non è più un extra: diventa una componente centrale del valore percepito, a patto che non venga considerata un lusso ingiustificato. 

Per buyer esteri, importatori e distributori, la domanda si orienta sempre più verso specialità italiane autentiche, con un posizionamento riconoscibile, un assortimento capace di coprire più canali (GDO/retail, gastronomia e banco salumeria, food service) e standard di qualità coerenti con le aspettative dei mercati internazionali. In questo scenario si inserisce Ferrarini, marchio italiano nato in Emilia Romagna nel 1956, con un'offerta che unisce tradizione, attenzione alle materie prime e una gamma pensata per costruire linee complete e differenziate.

L'innovazione fermentation-driven e la scienza della formulazione stanno cambiando il modo in cui si progettano ingredienti e prodotti, tra clean label, performance e nuovi standard di qualità. Per le aziende alimentari, il vantaggio competitivo si traduce in nuove possibilità sensoriali, funzionali e nutrizionali, ma anche in maggiore stabilità e affidabilità dell'ingrediente lungo tutta la filiera: produzione, confezionamento, logistica, retail e utilizzo nella ristorazione.

Nella distribuzione di cibi e bevande, l'ottimizzazione della logistica incide sulla qualità del servizio offerto e sui costi operativi. Ridurre chilometri e viaggi a vuoto senza compromettere le finestre di consegna e avere visibilità in tempo reale su ciò che accade lungo il percorso sono diventate priorità concrete. A queste si aggiunge anche l'esigenza di limitare gli sprechi e di rendere misurabile l'impatto sull'ambiente, così da collegare l'efficienza operativa anche agli obiettivi di sostenibilità.

Le agevolazioni e gli strumenti finanziari gestiti ed erogati dall'istituto ISMEA per l'anno 2026, costituiscono delle importanti opportunità, in quanto finanziano sia imprese esistenti che nuove iniziative imprenditoriali. Vediamo quali sono i bandi attualmente aperti e come accedere alle varie misure.

Quando si lavora con preparazioni fresche o semilavorati - dalle basi per gelato alle creme, fino a yogurt e altre specialità da banco - il packaging non è un dettaglio. La scelta del contenitore incide su igiene, conservazione, organizzazione del laboratorio e gestione della logistica. 

La Legge di Bilancio 2026 include un insieme di interventi per l'agricoltura che non si limita al sostegno economico, ma punta a un rafforzamento più strutturale del comparto. L'obiettivo è difendere la redditività delle imprese e, allo stesso tempo, spingere la transizione ecologica e tecnologica. Le misure previste sono diverse, tra incentivi, proroghe e nuove regole operative. Di seguito vediamo più da vicino quelle che possono interessare imprese agricole e filiera agroalimentare.

Le nuove etichette e packaging che implementano lo standard GS1 Digital Link collegano il prodotto a un indirizzo digitale grazie al QR Code, usando lo stesso identificativo che lo rende riconoscibile nella filiera (come il GTIN che sta dietro al codice a barre). Il vantaggio non è solo tecnico: è soprattutto di marketing e di vendite. Significa poter usare un unico punto di accesso per offrire contenuti diversi a seconda di chi scansiona (consumatore, buyer, distributore, logistica), mantenendo ordine e coerenza. Il sistema GS1 unisce comunicazione, dati di prodotto e strumenti commerciali, rendendo l'etichetta un canale stabile per informare, convincere e vendere.

In questo articolo, illustreremo gli incentivi attualmente in vigore, fornendo informazioni dettagliate sulle misure rivolte nello specifico alle imprese agricole, alimentari e alle aziende che operano nel settore Food&Beverage

Nel 2025 le bollicine italiane tornano sopra una soglia simbolica e importante: oltre 1,03 miliardi di bottiglie prodotte e commercializzate. Il dato è significativo non solo per la dimensione commerciale raggiunta, ma soprattutto perché fotografa un comparto che, pur in un anno definito "complesso", mantiene stabilità sui mercati esteri e continua a rafforzare il proprio ruolo nelle abitudini di consumo a livello globale.

Nel dibattito sul food waste si parla spesso di impatto ambientale e responsabilità sociale. Per le aziende della filiera (produzione, distribuzione, retail, logistica e ristorazione) c'è però un altro punto fondamentale: lo spreco è un costo operativo che si traduce in perdita di margine, inefficienza di stock e complessità gestionale

Nel panorama delle farine professionali destinate a panificazione, pizzeria e ristorazione, Petra si colloca come proposta specializzata, rivolta a operatori che ricercano qualità della materia prima e coerenza di risultato nei processi produttivi. Origini selezionate, filiera controllata e un processo produttivo unico esaltano le caratteristiche dei prodotti Petra sia per l'utilizzo professionale che per il retail, a beneficio di distributori, buyer e operatori foodservice. Una scelta di eccellenza per panettieri, cuochi, pizzaioli e pasticceri.

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