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Export, mercati e strategie di crescita. Portare un marchio alimentare in oltre 100 Paesi richiede una strategia capace di tenere insieme identità, adattamento ai mercati e continuità nel posizionamento. L'esperienza di Fabbri 1905 mostra come la storia di un'azienda italiana possa diventare una leva competitiva internazionale, a condizione che venga accompagnata da innovazione, conoscenza dei consumatori e selezione attenta dei partner commerciali.

In questa intervista, Carlotta Fabbri analizza alcuni dei principali cambiamenti che interessano l'export alimentare. Dalla crescita dei mercati asiatici alle opportunità offerte dall'e-commerce, dal ruolo degli importatori alla necessità di preservare un posizionamento premium, emergono indicazioni utili per le aziende che vogliono consolidare la propria presenza internazionale. Un'attenzione particolare è dedicata all'immagine del marchio e alla comunicazione B2B, sempre più determinanti per trasmettere qualità, affidabilità e valore in mercati caratterizzati da una crescente pressione competitiva.

Carlotta Fabbri
 

L'intervista a Carlotta Fabbri

1 I buyer cercano ancora soprattutto autenticità e tradizione, oppure stanno crescendo anche richieste legate a sostenibilità, servizio, formati, certificazioni e innovazione?

La tradizione continua a rappresentare un elemento imprescindibile, soprattutto quando si parla di Made in Italy e di marchi con una storia consolidata come Fabbri 1905. Tuttavia, oggi questo valore da solo non è più sufficiente. I buyer ricercano prodotti che sappiano coniugare autenticità e innovazione, con una crescente attenzione agli aspetti salutistici e alla trasparenza delle ricette.

Clean label, assenza di coloranti, ingredienti riconoscibili e non ultraprocessati sono diventati requisiti sempre più richiesti. Osserviamo inoltre un'evoluzione nei formati, soprattutto nel retail, dove l'invecchiamento della popolazione e la crescita dei nuclei familiari più ristretti stanno orientando la domanda verso confezioni più compatte e pratiche.

Per un'azienda come Fabbri, innovare significa proprio questo: interpretare i nuovi bisogni del mercato senza tradire l'identità e la qualità che da oltre 120 anni contraddistinguono il nostro marchio.

2 Quali mercati esteri stanno mostrando maggiore interesse per i vostri prodotti? Ci sono Paesi o aree geografiche che oggi considerate particolarmente promettenti per il vostro settore?

Lo scenario internazionale sta cambiando rapidamente. Le recenti tensioni geopolitiche e commerciali stanno ridefinendo gli equilibri dell'export, ma allo stesso tempo stanno aprendo nuove opportunità. In questo contesto, l'Asia rappresenta senza dubbio una delle aree più dinamiche.

Corea del Sud, Giappone e Taiwan continuano a dimostrare un interesse crescente verso i prodotti premium italiani, grazie a consumatori sempre più attenti alla qualità, all'autenticità e alla cultura gastronomica. A questi mercati si affiancano numerosi Paesi del Sud-Est asiatico, che stanno vivendo una forte crescita dei consumi nel segmento food & beverage di alta gamma.

Anche l'Australia conferma un potenziale molto interessante per Fabbri 1905, grazie a un mercato maturo e a una consolidata cultura del consumo di prodotti italiani. La nostra presenza in oltre 100 Paesi ci permette di cogliere tempestivamente queste evoluzioni e di sviluppare strategie mirate, mantenendo sempre un posizionamento premium e coerente con i valori del brand.

3 Quali canali si stanno rivelando più efficaci per entrare o crescere nei mercati esteri: importatori, distributori, retail, food service, e-commerce o altri canali?

Nei mercati internazionali non esiste una formula valida per tutti: la scelta del canale dipende dal contesto locale e dalla maturità del mercato. Nei Paesi extraeuropei, dove la normativa è spesso complessa e richiede specifiche registrazioni dei prodotti, l'importatore continua a rappresentare un partner strategico.

Non è semplicemente un intermediario commerciale, ma un soggetto che contribuisce concretamente al successo del brand grazie alla conoscenza del mercato e della distribuzione. Parallelamente, osserviamo una crescita significativa delle grandi catene retail che gestiscono direttamente le importazioni, oltre allo sviluppo dei canali digitali.

In particolare, in Asia l'e-commerce rappresenta ormai uno dei principali motori di crescita: in mercati come la Corea del Sud il canale online ha raggiunto, e in alcuni segmenti superato, quello tradizionale. Per questo motivo è fondamentale adottare un approccio omnicanale, mantenendo sempre elevati standard qualitativi e una comunicazione coerente del brand.

4 Quali sono oggi le principali difficoltà per un'azienda alimentare italiana che vuole esportare? Le criticità riguardano soprattutto logistica, burocrazia, prezzo, concorrenza, comunicazione o ricerca di partner affidabili?

Le sfide sono molteplici e vanno ben oltre gli aspetti logistici o burocratici. Per un'azienda italiana è fondamentale riuscire a valorizzare la propria identità adattandosi, allo stesso tempo, alle esigenze dei diversi mercati.

Ogni Paese presenta gusti, abitudini di consumo, normative e aspettative differenti: trovare il giusto equilibrio tra tradizione italiana e preferenze locali è probabilmente la sfida più importante. A questo si aggiunge un contesto economico caratterizzato da inflazione, volatilità dei costi e crescente pressione competitiva, elementi che rendono ancora più delicata la gestione del posizionamento di marca.

Per noi esportare non significa semplicemente vendere un prodotto, ma trasferire una cultura, un'esperienza e un patrimonio di valori costruiti in oltre un secolo di storia. È proprio questa coerenza che consente di affrontare con maggiore solidità anche le fasi più complesse del mercato.

5 Quanto conta oggi la comunicazione B2B nel presentarsi in modo efficace ai mercati esteri?

Conta moltissimo, forse più di quanto accadesse solo pochi anni fa. Viviamo in un contesto in cui il tempo di attenzione si è ridotto sensibilmente e anche la comunicazione B2B deve adattarsi a nuovi linguaggi.

Essere chiari, sintetici e immediatamente riconoscibili è fondamentale, ma questo non significa rinunciare alla profondità del messaggio. Oggi la componente visiva, la qualità dei contenuti digitali e la capacità di raccontare in modo coerente il proprio posizionamento incidono quanto il prodotto stesso.

Un brand come Fabbri 1905 ha costruito negli anni un'identità forte e riconoscibile a livello internazionale: il nostro obiettivo è continuare a valorizzarla attraverso una comunicazione capace di trasmettere qualità, affidabilità e innovazione in ogni punto di contatto con il mercato.

6 Guardando al vostro percorso sui mercati esteri, qual è l'aspetto che ritenete più significativo e che ha contribuito maggiormente a rafforzare il posizionamento internazionale dell'azienda?

Credo che il fattore determinante sia stata la coerenza. In tutti questi anni abbiamo scelto di mantenere un'identità chiara e riconoscibile, anche quando ciò ha significato privilegiare la costruzione del valore del marchio rispetto ai risultati di breve periodo.

La coerenza ha guidato ogni nostra decisione: dalle politiche commerciali al posizionamento di prezzo, dalla selezione dei canali distributivi allo sviluppo dei prodotti, dal design del packaging fino alla partecipazione alle principali fiere internazionali e alla comunicazione.

Questa visione di lungo periodo ha permesso a Fabbri 1905 di costruire un capitale reputazionale estremamente solido. Viaggiando nei diversi continenti, è evidente come il nostro marchio venga percepito in maniera uniforme come sinonimo di eccellenza italiana, qualità e affidabilità.

È un patrimonio costruito in oltre un secolo di storia che continuiamo a rafforzare ogni giorno, con l'obiettivo di innovare senza mai perdere di vista le nostre radici.